top of page

Pagina in costruzione

N.12 ACERO CAMPESTRE
N.25 ACERO RICCIO
N.27 ACERO DI MONTE
N.28 ACERO SACCARINO
N.41 ACERO RICCIO ROSSO
N.53 ACERO AMERICANO
N.70 ACERO COMUNE

li trovate nel Parco Walter Chiari; Pioppeto; Bovisasca Ceva; Moneta Bovisasca; Cascina dei Prati-Jorini

Denominazioni dialettali: Ope,
Fa parte della famiglia “Aceraceae” che comprende anche Acero di Monte (A. pseudoplatanus) e l’Acero Negundo, questo ultimo di origine nordamericana.
Albero alto fino a 10-15 metri con un tronco eretto, tozzo, nodoso e molto ramificato. Corteccia grigio-rosata e venata di rosso da giovane che diventa più scura e fratturata in placche con età. Fioritura: aprile-maggio.

Pur preferendo terreni profondi e ben drenati si adatta bene anche a suoli poveri,sabbiosi e ghiaiosi. L’acero campestre rientra nelle specie vegetali utilizzate per il ripristino di ambienti degradati.
Grazie alla facile lavorabilità, si fanno oggetti di uso corrente, domestico, agricolo oltre che per lavori di tornio, ebanisteria e liuteria. Ottimo combustibile.

N.76 CARPINO NERO
N.57 CARPINO BIANCO

(Ostrya carpinifolia)
Denominazione comune: carpinello o ostria

li trovate in
Moneta Bovisasca; Gabbro

Il carpino nero (di cui esistono 26 specie) è un albero della famiglia delle Betulacee che colonizza nelle aree temperate in posizione mediamente soleggiata. Può arrivare a 20 metri di altezza e il suo tronco è diritto e regolare non scanalato; la chioma è raccolta e un po’ allungata mentre le foglie sono ovali, con il bordo seghettato e i frutti sono acheni a grappoli di colore bianco-verde. La corteccia è marrone-rossastro scuro. Viene impiegato come pianta ornamentale in parchi e giardini oltre che per alberature di strade cittadine.
Produce un legno pesante e compatto di colore rosso-bruno e possiede un’alta resistenza all’acqua e all’umidità. 

È considerato un ottimo combustibile

N.72 CEDRO
DELL’ ATLANTE

(Cedrus atlantica)
lo trovate nel 
Pioppeto;  Gabbro

Il cedro dell’Atlantico è un albero appartenente alla famiglia delle Pinaceae ed il suo nome deriva dalla sua origine e diffusione nella catena atlantica, in Africa del Nord, tra Marocco, Algeria e Tunisia. È detto anche cedro argentato per la sfumatura delle foglie. Rischia l’estinzione.
Il tronco è dritto e cilindrico; in fase giovanile ha un portamento slanciato ed elegante mentre nelle piante adulte si osserva una chioma sempre più espansa e maestosa.  In genere raggiunge i 30 metri di altezza ma può arrivare anche a 40-45 metri e il suo diametro è di 1,5 metri. La corteccia si presenta fessurata e screpolata di colore grigio-bruno. Può vivere fino a 500 anni ed è il più robusto tra il genere Cedrus. Il suo legno seppur più resistente di altre specie di cedro risulta tuttavia meno pregiato. Le foglie sono aghiformi, sempreverdi e la loro lunghezza varia da 1,5 a 2,5 cm.  Per la sua imponenza viene impiegato come albero ornamentale in giardini, parchi e ville. Si espande con l’età e il tronco si ramifica già alla base.
Viene apprezzato per il suo intenso profumo. 

N.01 CILIEGIO DA FIORE
(Prunus serrulata)
lo trovate nel
Parco Walter Chiari; Pioppeto; Moneta Bovisasca; Cascina dei Prati -Jorini; Bovisasca-Ceva; Gabbro

Per ciliegio da fiore si intendono le varietà che hanno nella fioritura la loro peculiarità. L’albero è il simbolo del Giappone (nome giapponese: Sakura), è stato poi piantato in tutto il mondo per la bellezza delle fioriture. I primi ciliegi arrivano in Europa all’inizio del 18^ secolo e oggi si ritrovano in tutta Italia. Da considerare che si tratta di piante innestate e quindi non si riproducono da seme. Non hanno grandi problemi legate alle malattie e resistono bene anche a temperature elevate o rigide. I fiori primaverili vanno dal classico colore rosa al bianco purissimo, rosa scuro e giallo.

N.03  ORNIELLO (Frassino da Manna)
N.05 FRASSINO MAGGIORE

(Fraxinus excelsior L.)
Dialetto milanese: Fràssèn
li trovate nel
Parco Walter Chiari; Pioppeto; Moneta Bovisasca

Fa parte della Famiglia “Oleaceae” che comprende anche l’Orniello
Albero alto fino a 25-30 metri e più. Tronco dritto e slanciato, corteccia grigio-bruniccia chiara, minutamente solcata in età. Fioritura: marzo-aprile. Predilige terreni freschi, profondi e sciolti con buona disponibilità idrica. Nel territorio milanese risulta presente in relativa quantità solo nei boschi l’alto corso dell’Adda e lungo il Po.
Il legno del frassino maggiore, semiduro, elastico e resistente trova impiego nella fabbricazione dei mobili ed in lavori di tornio, soprattutto per la lavorazione di attrezzi sportivi.

N.45 GELSO BIANCO
N.46 GELSO NERO

(Morus alba)
Denominazione comune Mur o Muròon
li trovate nel
Parco Walter Chiari; Pioppeto

Il gelso bianco appartiene alla famiglia delle Moraceae.  Originario della Cina fu introdotto e coltivato in Italia esclusivamente per l’allevamento del baco da seta. Preferisce i suoli umidi, profondi, freschi e ben drenati. La sua altezza può arrivare a 10-15 m. Il tronco è eretto e robusto e la sua corteccia è grigio-giallastra, liscia da giovane, bruno-grigiastra e screpolata longitudinalmente con l’avanzare degli anni: Le foglie sono semplici, alterne a lamina ovale-triangolata, acuta, a base cuoriforme leggermente obliqua, a margine irregolarmente dentellato. La fioritura avviene in aprile-maggio.
Oltre al principale utilizzo dell’albero come produttore di foglie per l’allevamento del baco da seta, si impiega il legno, di ottima qualità, duro, elastico e durevole, per lavori di falegnameria e, grazie al colore bruno grigiastro, anche per opere di intarsio. Le buone qualità calorifiche ne fanno un ricercato combustibile. La frasca inoltre può fornire foraggio al bestiame minuto.

N.44 NOCE BIANCO
         o NOCE COMUNE

N.37 NOCE DEL CAUCASO
N.66 NOCE NERO

(Juglans regia L.)
Denominazione dialettale: Nuss
li trovate nel
Parco Walter Chiari; Bovisasca-Ceva

Albero alto fino a 15 metri, portamento maestoso con tronco dritto e solido, con chioma diffusa e densa, corteccia liscia, grigio-verdastra che si screpola verticalmente con l’età. Produce un frutto al cui interno è presente la noce. Fioritura aprile-maggio e la maturazione si ha a settembre. Si adatta a tutti i terreni fertili e ricchi di humus. In Italia è coltivato soprattutto in Campania. Da noi risulta introdotto fin dall’epoca romana in quanto originariamente era diffuso tra la penisola balcanica e l’Asia.
Il legno di noce, apprezzato per la resistenza, compattezza, lavorabilità, bella levigatura è tra i più pregiati utilizzati in falegnameria, ebanisteria, torneria e lavori di scultura. I semi commestibili contengono il24% di olio usato per alimentazione, oltre a scopi medicinali e industriali. I frutti. Colti nella notte di S. Giovanni (la notte delle streghe) posti in infusione in alcool danno il famoso liquore “nocino”.

N.04 OLMO PUMILA
N.18 OLMO HOLLANDICA
N.19 OLMO CARPINIFOGLIA
N.42 OLMO COMUNE

(Ulmus minor)
Denominazione dialettale: Ulmo, Ulm
li trovate nel
Parco Walter Chiari; Pioppeto; Bovisasca-Ceva; Cascina dei Prati-Jorini

Albero alto fino a 25-30 metri, tronco rigido, slanciato e possente. Chioma densa e distesa. Corteccia bruno-grigia profondamente fessurata. Foglie caduche doppiamente seghettate ai margini, ruvide al tatto. Fioritura in marzo-aprile, fiori rosso-porporini. Frutto alato (samara) che cade in primavera quando compaiono le foglie. Albero forestale e ornamentale adatto nei parchi e alberature stradali. Prospera in qualsiasi terreno, purché umido.
Il legno è semiduro di facile lavorabilità, assai durevole e trova impiego nelle costruzioni navali, ferroviarie, tramviarie e negli strumenti agricoli.


 

N.21 PIOPPO CIPRESSINO
N.26 PIOPPO del CANADA
N.30 PIOPPO BIANCO
N.32 PIOPPO NERO
N.52 PIOPPO GRIGIO o canescente
N.64 PIOPPO TREMULO
N.74 PIOPPO COMUNE

(Populus)
“Piopp” in dialetto milanese
li trovate nel 
Pioppeto; Parco Walter Chiari;
Bovisasca-Ceva; Moneta Bovisasca; Cascina dei Prati-Jorini

Il Pioppo è un genere di piante arboree della famiglia Salicaceae, che comprende una sessantina di specie, originarie per lo più dell'emisfero settentrionale, comunemente note come pioppi (bianco, nero, tremulo, cipressino…)
L'altezza dei pioppi va dai 15 ai 30 metri e oltre, con fusti che possono superare i 2,5 metri di circonferenza. La corteccia degli individui giovani è liscia, con colorazioni che vanno dal bianco al verdastro al grigio scuro, spesso ricco di lenticelle; sugli esemplari più vecchi, diviene generalmente rugosa e profondamente fessurata.
Il pioppo è l'albero più usato nell'industria cartaria per le sue caratteristiche, quali la elasticità e la leggera qualità.
Come l'abete, viene usato per produrre le casse armoniche dei pianoforti. Il legno di pioppo è stato usato da Leonardo da Vinci per dipingere la sua celebre Monna Lisa.

N.31 PRUGNO COMUNE
N.15 PRUGNO CESARIFERA

“Brugn” in dialetto milanese
li trovate nel
Parco Walter Chiari; Pioppeto

Il Prugno detto anche mirabolano, brombolo, marusticano o semplicemente rusticano, è una pianta appartenente alla famiglia delle Rosaceae.  È tipico dell'Europa centrale ed orientale e dell'Asia centrale e sud-occidentale. Si trova diffuso allo stato selvatico anche in Italia. È un albero da frutto, ma spesso è usato anche come ornamentale.
Si tratta di un albero o un grosso arbusto, latifoglie e con fogliame deciduo, alto fino a 6-7 metri, con chioma globosa espansa di colore verde chiaro o rosso nella varietà 'Pissardii'. Ha tronco eretto, sinuoso, presto ramificato, con corteccia di colore bruno-rossiccio, fessurata e squamata negli esemplari adulti.

N.13 QUERCIA o FARNIA
N.08 QUERCIA PALUSTRE

(Quercus Robur)
Denominazioni dialettali: Rùer, Gianda, Lùer
le trovate nel
Parco Walter Chiari; Pioppeto; Bovisasca-Ceva; Moneta-Bovisasca; Cascina dei Prati-Jorini

Fa parte della famiglia Fagaceae, insieme ad alte specie dello stesso genere come il Cerro e la Roverella.
Albero alto alto fino a 30 metri e più, con tronco eretto, possente, con grosse ramificazioni spesso contorte, portanti numerosi rami minori e fogliame. Corteccia grigia, liscia e lustra in soggetti giovani che diventa bruno-nerastra, screpolata con l’età. Fioritura: aprile –maggio e produce il frutto noto ovato-oblungo, la ghianda. La farnia predilige i terreni fertili, ricchi di humus, profondi, aerati e ben drenati. Si ritiene che nei secoli passati, in associazione con il Carpino bianco, costituisse la massima coperture silvestre della Pianura padana.
Il legno duro e compatto è utilizzato in lavori di falegnameria, per farne mobili, tavole da pavimento (parquet), travature, rivestimenti ecc.
I grossi alberi conferiscono al paesaggio agrario un carattere solenne ed antico. Tra gli alberi monumentali possiamo ricordare il Quercione o Quercia delle Streghe nel comune di Capannori, provincia di Lucca: vanta un’età approssimativa di 500 anni, alto 15 metri, circonferenza del tronco 4m ed una chioma di oltre 40m. di diametro. Una leggenda vuole che questa quercia sia quella sulla quale Pinocchio venne impiccato dal gatto e la volpe che lo volevano derubare: il paese Collodi non si trova molto distante.

N.55 SALICE PIANGENTE
(salix babylonica)
“Salis” in dialetto milanese
lo trovate nel
Pioppeto

Il salice è un albero della famiglia delle Salicaee, originario della Cina e della Corea.
Il salice piangente è un albero deciduo che raggiunge normalmente l'altezza di 10–15 m (può arrivare a 25), i rami sono penduli e sottili, caratteristica esaltata nelle varietà ornamentali. L'albero assume così un portamento particolare, riverso in basso.
È uno dei salici maggiormente utilizzati come pianta ornamentale

N.09 TIGLIO SELVATICO
N.16 TIGLIO COMUNE
N.17 TIGLIO TOMENTOSA
N.22 TIGLIO PLATYPHYLLOS

Denominazione dialettale: tèi
li trovate nel
Parco Walter Chiari

Albero alto fino a 20 m. e più. Tronco diritto e tozzo, corteccia bruno-grigiastra. Foglie caduche, cuoriformi con margini seghettati. Fiori bianco-giallognoli, grandi, profumati, ricchi di nettare dalle rinomate qualità mellifere; compaiono in giugno. Frutti pelosi simili a una noce, globoso e duro. Albero ornamentale per parchi e giardini, viali e filari.
Spesso le foglie vengono invase da funghi parassiti che le coprono di un liquido zuccherino, seccano e producono la cosiddetta rugiada di miele, vischiosa e zuccherina che gocciola sporcando la zona circostante.
Il suo legno non è particolarmente apprezzato.

bottom of page